NUCLEARE IRANIANO - Il pericolo "confuciano-islamico"
Mentre le Nazioni Unite chiedono ufficialmente all'Iran di sospendere ogni forma di attività nucleare a fine militare, e dopo anni di discussioni e prese in giro in occasioni degli incontro tra d'una parte l'Iran e dal'altra l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) e il "gruppo dei 6" incaricati del dossier nucleare iraniano (Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania e Cina) la Repubblica ha deciso di prendere la via della provocazione e dell'escalation.
Infatti, le dichiarazioni di Ali Akbar Salehi, responsabile dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, sono giunte ieri sera dopo quelle del presidente iraniano nazislamista Mahmoud Ahmadinejad, che gli ha detto di dare il via all'inizio della produzione industriale di combustibile nucleare per il reattore di Teheran. "L'Iran allestirà 10 impianti per l'arricchimento dell'uranio il prossimo anno", ha detto Salehi, secondo quanto riportato dalla tv iraniana in lingua araba al Alam. L'anno iraniano comincia il 21 marzo. Salehi ha poi dichiarato che "da domani l'Iran inizierà ad aumentare la percentuale di arricchimento dal 3,5% al 20%, in presenza degli ispettori dell'Aiea".
Teheran aveva già annunciato più volte che inizierebbe a produrre il carburante nucleare arricchito a più alte percentuali, e che avrebbe in progetto la costruzione di 10 nuovi impianti entro il prossimo anno. Già lo scorso novembre Teheran aveva annunciato l'intenzione di costruire 10 nuovi siti nucleari, ma non aveva specificato le tempistiche. L'errore dell'Occidente che finge di essere deluso o sorpreso, è stato di credere per anni alla soluzione dei negoziati con Teheran che cambiava sempre parere e alternava l'accetazione delle proposte dei "6) e le minaccie mai prese sul serio.
La strategia della tensione e dell'escalation
E ovvio che abbiamo con questo dato di fatto raggiunto un livello di tensione estremo tra l'Occidente e l'Iran. E il fatto che l'Iran abbia fra poco un arsenale nucleare è ormai difficilmente negabile, in assenza di azione militare (difficile e ostacolata dagli stessi governi europei, e sopratutto dalla Cina e anche dalla Rusia che sta esitando ad accettare di rafforzare le sanzioni. , alimentando le tensioni con l'Occidente. Per informare l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) del piano di arricchimento dell'uranio, l'Iran ha consegnato all'AIEA una "lettera ufficiale", nella quale l'inviato iraniano presso l'Aiea, Ali Asghar Soltanieh, spiega le motivazioni iraniane. Un annuncio chiaramente destinato ad alimentare i contrasti con l'Occidente e l'AIEA, in particolare Washington, e nella quale si precisa che l'Iran vuole e riuscirà a ultimare 10 nuovi impianti a breve scadenza, in risposta al fatto che l'Onu e l'Occidente hanno imposto a Teheran sanzioni "ingiuste" che impediscono di proseguire i negoziati che prevedevano di costringere Teheran a dare alla Russia le proprie riserve di uranio per farle arrichire in funzione unicamente civile dalla Russia e dalla Francia. Oggi, questa proposta di risoluzione del conflitto sembra di essere definitivamente abbandonata e sembra che Teheran abbia riuscito a gadagnare tempo durante anni di negoziati finti come prima di lei aveva proceduto la Corea del Nord, alleato strategico di Pechino e Teheran.
l'Ingenuità delle democrazie
Secondo alcuni analisti, l'annuncio dello Stato nazislamico iraniano sulla produzione di uranio a fine militare potrebbe essere un'enesima tattica per spingere l'Occidente a chiudere l'accordo sul combustibile d'un modo più favorevole a Teheran. La verità è che questo Stato fanatico, che appoggia il terrorismo islamico mondiale (Sudan, Hezbollah, Hamas, Irak,ecc) e che vuol "cancellare Israele del Mappa", non scherza e vuole per motivi anche anti-arabi e anti-sunniti, e a tutti i costi, ottenere l'arsenale nucleare strategico per aumentare la sua forza strategica e poter contare ancor di più nel seno di un medio oriente sunnita che considera ostile e nell'ambito di una strategia di proselitismo e di estensione della Rivoluzione islamica e del Sciismo attraverso i paesi della Regione. E anche in quest'ambito che questa mattina, il segretario americano alla difesa Robert Gates è stato ricevuto dal suo omologo francese Hervé Morin, in viaggio ufficiale in Italia, dove M. Gates ha incontrato il capo del Governo italiano Silvio Berlusconi. In primo luogo di quest'incontro internazionale , le nuove sfide, il rinnovamento dell'alleanza atlantica, l'Afghanistan, e l'Iran. Adesso, tocca all'Occidente e ai Paesi occidentali spingere per l'imposizione di sanzioni più aspre nei confronti dello Stato islamico, quinto produttore mondiale di petrolio, pero' che dipende dall'estero per poter raffinare il petrolio e che quindi deve importare la propria benzina. In questo contesto, l'Occidente e il gruppo dei 6 credevano di aver persuaso e dissuaso Teheran minacciando l'Iran di istaurare un embargo sul petrolio raffinato a destinazione dell'Iran. Pero' questo fu un'errore strategico da parte degli Occidentali, troppo contenti di aver quasi persuasi Mosca di accettare le sanzioni rafforzate: era senza contare con la Cina. Un paese sempre più pericoloso, che pur avendo problemi con la ribellione islamica degli Uiguri nel Nord Ovest (Xinjang), è sempre stata l'alleata strategica di tutti i paesi islamici radicali anti-occidentali come il Pakistan, l'Iran, la Siria, il Sudan, o dei regimi totalitari rossi bellicisti come la Corea del Nord.
Il visionario Samuel Huntington
Politicamente e islamicamente scorretto, il grande e defunto storico di Harvard, Samuel Hungtington, autore dello "Scontro delle civiltà", aveva previsto quest'alleanza rosso-verde che chiamo "sino-islamica" o 'confuciano-islamica", in funzione anti-occidentale. Avvertiva che quest'alleanza motivata dal comune rigetto dei valori universali e democratici dell'Occidente potrebbe essere un giorno fatale all'Occidente a longa scadenza. Speriamo che l'attualità di questi giorni non sia la conferma che aveva ragione...







