GIORNATA DELLA VITA - La crisi, grande nemica della Vita
Oggi è la Giornata della vita, ma la crisi non la renderà certamente una giornata di gioia e gaudio
Gli effetti della crisi sono noti a tutti, calo dei consumi, famiglie più povere, persone senza lavoro, disperazione collettiva, perdita di case e di beni in “mutuo”. Ma potrebbero esserci problemi ben più grossi, che riguarderebbero non soltanto aspetti della vita, ma la vita stessa.
La CEI ha infatti sottolineato che la crisi potrebbe portare diversi svantaggi alle fasce più deboli della popolazione: infanti (e pre infanti), aumentandone gli aborti e gli anziani (che potrebbero essere lasciati senza cure).
II più poveri e deboli, e magari anche chi ha scoperto di recente di avere un bimbo e a causa della perdita di lavoro ha paura di non poter assicurare un futuro sicuro al futuro nascituro.
Il cardinale Vallini (suo vicario a Roma) ha ad esempio chiesto a gran voce progetti seri in aiuto delle famiglie numerose, delle donne incinte al fine di poter garantirgli un buon futuro. Naturalmente qualche politico lungimirante (e manifestamente cattolico) potrebbe ben ascoltare queste voci nel deserto, che per quanto discutibilmente applicabili alla realtà odierna. Dove li pigliamo sti soldi? Tremonti batti un colpo.. Magari dalle rendite del gioco d'azzardo legalizzato? Magari tagliando province e opere inutili, che so, ponte di Messina in primis ridurre i famosi 5 miliardi da dare a Gheddafi (per la nostra colonizzazione di 80 anni fa), certo, questo politico verrebbe bersagliato da tutti “i magna magna” che vivono di nulla, però sarebbe certamente lodato dalle future generazioni (ma chi aspira ad avere solo una seggiola, cosa gli interessa del giudizio della storia?).
Ora, finendo con il discorso fumo (belle parole e belle intenzioni), sono andato a cercare qualche dato, per capire se effettivamente, la crisi c'è, e se abbiamo qualche dato in merito ad aborti, extracomunitari e quant'altro. Dunque la domanda è
Ma a quanto siamo di a povertà e disoccupazione. E gli aborti?
2)La Disoccupazione secondo l'Ocse attualmente è allo 8,5%, un +0,2% rispetto a novembre e +1,5% rispetto al 2009.
3)Aborti, che negli ultimi anni avevano avuto un netto calo (fonte ministero della salute)passando dalla curva massima del 1982 234.593 al 2007 con circa 126.562.
Lo stato potrebbe dunque correre il rischio di vedere il trend di decrescita invertirsi e ritornare ai valori negativi degli anni 80, soprattutto grazie alle donne immigrate in cui scarseggiano molte nozioni di educazione sessuale comuni all'interno della popolazione italiana. Queste elugubrazioni mentali attualmente non hanno dati certi. Anche se ho trovato un articolo, abbastanza interessante, in cui viene sostenuta la tesi della CEI http://www.pianetamamma.it/il-bambino/notizie-cronaca/aborti-in-aumento-e-colpa-della-crisi.html. L'articolo riporta infatti l'allarme lanciato dal direttore sanitario della clinica milanese Mangiabelli:
“Mai come adesso la mancanza di soldi sta condizionando la decisione di tenere un bambino, anche e soprattutto tra le italiane. È uno degli effetti della crisi finanziaria”
Dunque, una voce autorevole da sostegno alla nostra tesi che rimane comunque allarmante, a fronte anche del fatto che il mondo sta diventando sempre più vecchio, secondo quanto detto dall'Onu qualche giorno fa, addirittura con un aumento del 60% degli anziani nei paesi ricchi e del 340% in più in quelli poveri.
Dunque, compito della società (se i dati sono veri, se la statistica futura sarà fedele ai dati raccolti in questo presente), sarà quello di non far pesare più di tanto la crisi sulle giovani coppie (che creeranno la generazione del futuro), andando invece a chiedere sacrifici a chi attualmente ha troppo materialmente, ma poco umanamente (e mi vengono in mente, tante famiglie “ricche” che per poter permettere alla progenie un presente ricco, preferiscono fare solo 1 figlio o 2, quando con un po' di parsimonia e tanto buon senso ne potrebbero tranquillamente mantenere 4 o 5).
Certo, sarebbe una rivoluzione, qualcuno potrebbe gridare allo scandalo, alla discriminazione, ma bisognerebbe ricordare che il fine ultimo dello stato è quello di garantire la sua sopravvivenza, ne presente E NEL FUTURO!







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